Literarische Stimmen

Poesie inedite

Domenico Gilio

Viaggiare

Con l’animo bambino, me ne vado
sul filo di una stella incontro al giorno.
Nel mobile orizzonte
mi modella un refolo di vento
con sussurrio velato.

Ai margini di me e del mondo
gli idoli della mia terra.
Incontrerò pietre miliari,
le strade, nuove piazze, i monumenti;
colline ed alti monti. I fitti boschi,
i fiumi, il mare: mormoranti.

Sentirò dolce il senso delle cose;
il gioco, in questo moto.
Qui metterò le tende, le mie insegne.

Attenderò che un Dio mi narri
la bellezza del mondo:
        me felice,
          mi porga la sua mano.

Il sublime e l’assurdo

È oscuro inizio
questo bivio di scelta e di dolore.
Fuori dal porto in mare,
dove non prende l’ancora al fondale,
danza Vuoto e Vertigine.

Lontani i verdi prati e greggi al pascolo,
dove è benigno il mondo, spinti ignari
da incanto alla deriva,
l’onda seduce in canti
impressi nel profondo.

Siamo dentro le cose,
smarrirsi è facile.
Se sbocciano le rose,
felice chi le coglie
in temperanza di anima e materia,
luce di senso e suono.

Ha una dimora ogni essere,
cuore estremo, discosta,
su cui si inarca il cielo
in lampeggio di occhi
su pianure distese;
tra punte di cipressi, in processioni,

sulle curve colline,
incontro a un Dio che veglia
su quotidiane urgenze;
su apparenze di storie umane,
nei recinti di spazio
e tempo; al sole, al vento,

splendore di giacinti;
sui cigli, candore di gigli.
Senza più peso l’anima:
"allegria di naufragi".1

Nota biobibliografica

Domenico Gilio, originario di Acerenza, vive ai Castelli Romani. È pedagogista, insegnante, direttore didattico ed ispettore tecnico del Ministero della Pubblica Istruzione. Coltiva la poesia come mezzo di ricostruzione di senso, di svelamento del reale. Sue opere sono: Tenere corrispondenze, Il tempo e le parole, Polvere rossa, Pagine acheruntine, La cetonia sul cardo, Parole al tempio; Mattëlë dë fió(u)rë (Mazzo di fiori) nel dialetto acheruntino. Ha riscosso riconoscimenti di critica, nonché numerosi primi premi in concorsi nazionali e internazionali. Insignito del titolo di Accademico di merito a vita dell’Accademia Valentiniana della città di Terni. È presente su riviste e antologie nazionali e internazionali.

Biobibliografische Notiz

Domenico Gilio, geboren in Acerenza, Erziehungswissenschaftler, Lehrer und in verschiedenen anderen Funktionen des Bildungsbereichs tätig, lebt in der Gegend von Castelli Romani. Poesie begreift er als Mittel zur Rekonstruktion von Sinn, zur Enthüllung von Wirklichkeit(en). Veröffentlichte Werke sind: Tenere corrispondenze, Il tempo e le parole, Polvere rossa, Pagine acheruntine, La cetonia sul cardo, Parole al tempio; Mattëlë dë fió(u)rë (Mazzo di fiori) im Dialekt von Acerenza. Neben der Würdigung durch die Literaturkritik wurde er bei nationalen und internationalen Wettbewerben mit zahlreichen ersten Preisen und von der Accademia Valentiniana, Terni, mit dem Titel Accademico di merito a vita ausgezeichnet. Seine Texte erscheinen in nationalen und internationalen Zeitschriften und Anthologien.

  1. Citazione da Giuseppe Ungaretti (Allegria di naufragi, 1919).
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aus:
Racconti bonsai